LA QUESTIONE DELLA TECNICA IN HEIDEGGER. Ereignis e storia

4-5/2011, dicembre ISBN: 9788890413650pp. 181 - 201

Abstract

«La metafisica è oblio dell’essere, e cioè la storia del nascondi- mento e della sottrazione (Geschichte der Verbergung und des En- tzug) di ciò che dà essere. Il rivolgimento del pensiero nell’E- reignis coincide così con la fine di questa storia della sottrazio- ne (dem Ende dieser Geschichte des Entzugs). (…) Ma il nascondi- mento, che appartiene alla metafisica come limite, deve essere proprio dell’Ereignis stesso. Questo vuol dire che la sottrazio- ne, che caratterizzava la metafisica nella forma dell’oblio del- l’essere, ora si mostra come la dimensione del nascondimento stesso (sich jetzt als die Dimension der Verbergung selbst zeigt). Solo che, ora, questo nascondimento non si nasconde (…) ad esso va piuttosto l’attenzione del pensiero. L’Ereignis è in sé stesso Enteignis (…). La mancanza di destino dell’Ereignis (die Geschic- klosigkeit des Ereignisses) non vuol dire dunque che gli manchi ogni ‹mobilità›. Piuttosto essa vuol dire che è innanzitutto la mobilità propria dell’Ereignis, il rivolgimento nella sottrazione (Zuwendung im Entzug), che si mostra al pensiero come ciò che è da pensare».
(Martin Heidegger, Tempo ed essere)

Svolgere un’indagine sulla questione della storia (Geschichte) in Heidegger vuol dire interrogarne il rapporto con la nozione di Ereignis, evento, e ciò in un senso molto preciso, in quanto, nella sua opera, la configurazione che il riferimento di essere e uomo assume nel corso della storia della metafisica occidentale è ciò che permette di ripensare questo riferimento a partire dall’Ereignis. Più esattamente, Heidegger afferma che nel decorso della storia della metafisica il rapporto di essere e uomo si costituisce come “coappartenenza” (Zusammengehörigkeit), e che è questa costituzione peculiare che rivela il suo determinarsi a partire dall’evento. La “coappartenenza” è un rapporto di reciprocità e insieme di differenza di essere e uomo, un duplice movimento sospeso dell’uno verso l’altro, che, se resta impensato nelle loro determinazioni storiche, è nondimeno il modo attraverso il quale esse si costituiscono. La coappartenenza di essere e uomo si rivela per Heidegger nel presente, a partire da quella che egli indica come l’epoca della tecnica, e che pensa come il compimento della storia metafisica, in quanto appunto permette di ripensarne la storia a partire dall’Ereignis.

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