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Pólemos no. 1 2026: Metamorfosi della natura. Tracce e prospettive.
A cura di Emanuele Agazzani e Flavio Orecchio
«Le spiegazioni antropogeniche del cambiamento climatico segnano il crollo della secolare distinzione umanistica tra storia naturale e storia umana». Suona così la prima – e forse più significativa – delle quattro tesi con cui, ormai circa quindici anni fa, Dipesh Chakrabarty offriva il «punto di vista di uno storico» sull’attuale crisi ecologica. Nell’annunciare la fine della distinzione classica tra natura e storia, tuttavia, Chakrabarty si faceva interprete di un gruppo sempre maggiore di studiosi – provenienti dagli ambiti più diversi, dalle hard sciences agli studi umanistici –, per i quali il serio confronto con le questioni legate all’Antropocene andava operato attraverso un superamento dei confini tradizionali: l’essere umano diventa forza geologica e la natura non appare più come il semplice sfondo su cui si dispiega l’azione dell’uomo, ma come una dimensione vitale, relazionale e in continua trasformazione.
A partire da questa intuizione fondamentale, il presente numero di Pólemos intende riflettere sulla crisi della dicotomia classica tra natura e spirito, cercando di esaminarne insieme limiti e possibilità. Parlare di metamorfosi della natura significa infatti riconoscere una duplice trasformazione: quella della natura reale – segnata dall’impatto tecnico, ecologico e politico dell’agire umano – e quella del concetto di natura, che la filosofia è oggi chiamata a ripensare. Si cercherà dunque di individuare le tracce in cui, dal pensiero moderno alla contemporaneità, il dualismo tra natura e spirito è stato messo in questione o superato (da Spinoza a Schelling, da Feuerbach a Marx, fino a Heidegger, Latour, Sloterdijk), e le prospettive che da questo plesso di problemi si dischiudono (teorie dell’Antropocene, nuovo materialismo, postumanesimo, fenomenologia e filosofia della tecnica, ecc.).
Al fine di favorire il confronto e lo scambio tra differenti tradizioni di pensiero, il numero riserva un’accoglienza particolare ai contributi che affrontino il problema all’interno della tradizione filosofica italiana, la quale ha riflettuto in modo originale e profondo sul rapporto tra natura, spirito e storia. Sono pertanto benvenuti sia studi dedicati ai suoi autori – dall’Umanesimo al Rinascimento, da Bruno a Campanella, da Galileo a Vico, fino alle correnti del Novecento – sia ricerche che ne mettano in dialogo le istanze con altri momenti e prospettive del pensiero europeo e contemporaneo.
A titolo orientativo, si segnalano alcune possibili linee di ricerca:
- Pensatori e pensieri che hanno messo in discussione il dualismo moderno di natura e spirito.
- Natura, storia e libertà: ripensare la filosofia della storia alla luce dell’Antropocene.
- Materialismo e idealismo di fronte alla crisi ecologica: continuità, rotture, ibridazioni.
- Prospettive del nuovo materialismo, del postumanesimo e delle ontologie del vivente.
- Fenomenologia della natura: dal mondo della vita alla cosmologia fenomenologica.
- Natura, tecnica, scienza: dominio e coappartenenza.
- Filosofia italiana tra storia e natura: specificità, eredità e attualità
Istruzioni per l’invio
Gli articoli, per un limite massimo di 40.000 caratteri (spazi inclusi), accompagnati da un abstract di 1000 caratteri (in italiano e in inglese), devono essere inviati agli indirizzi e-mail eagazzani@gmail.com e flavio.orecchio@unistrapg.it entro il 1 marzo 2026 (in uno dei seguenti formati: .doc, .docx, .odt). Inviare cortesemente articoli e abstract in un unico documento che sia adatto alla revisione anonima (double blind peer review). Sono particolarmente graditi contributi direttamente pertinenti alle linee di ricerca suggerite. Articoli concernenti aree connesse al tema saranno ugualmente presi in considerazione. Sono accettati contributi in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo. Per l’invio degli articoli preghiamo gli autori di attenersi alle norme editoriali della rivista (scarica le norme).