Il bell’inferno

1/2020, Luglio ISBN: 9788855221153pp. 69 - 82 DOI: 10.48247/P2020-1-005

Abstract

Tutto ciò che è connivente con l’estetica ci è irriducibilmente ostile. Non diciamo nemico, diciamo: ostile. Non esiste, per noi, una questione “estetica”. Quando un radical chic qualunque pubblica un romanzo con cui si ripromette di «far tornare di moda il comunismo», percepiamo nettamente l’operazione che tenta contro di noi. E, senza rimorso, gettiamo il suo libro alle fiamme. L’idiozia, in questo caso, consisterebbe nel voler comprendere, quando c’è solo da distruggere. Estetica è, in tutto il suo intreccio, l’esistenza metropolitana, e, alla radice, la nuova società «imperiale». L’estetica è la forma che prende, nella metropoli, la fusione apparente tra il capitale e la vita. L’impero è qui il prodotto da un lato del terrore poliziesco, dall’altro della sintesi estetica. Ovunque la prosecuzione e l’approfondimento del disastro occidentale prendono la forma della sua sovversione. Ovunque SI pretende di riparare per poi danneggiare. Ovunque SI distrugge irreversibilmente col pretesto della ricostruzione.

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, Tiqqun. 2020. "Il bell’inferno". Pólemos I (1). Donzelli Editore: 69-82. https://www.rivistapolemos.it/il-bellinferno/?lang=it
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