Emancipazione

Le metamorfosi di un concetto

A cura di Massimiliano Biscuso e Jamila M. H. Mascat

Numero 1, 2017, Aprile
ISBN: 9788899871789 | Anno X

Presentazione

Massimiliano Biscuso e Jamila M. H. Mascat, Presentazione

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Pólemos no. 1, 2018: FILOSOFIA E CARTOGRAFIA. PROSPETTIVE STORICHE, TEORICHE, ESTETICHE E POLITICHE

A cura di Tommaso Morawski e Ernesto C. Sferrazza Papa

Tra i grandi rimossi della tradizione occidentale, va segnalato il rapporto che lega riflessione filosofica e sapere cartografico. Non si è ancora sufficientemente riflettuto su un insieme di problemi comuni a queste due discipline che ne mostri le reciproche implicazioni: tra questi il problema della verità, il rapporto tra segno visivo e riferimento reale, l’uso politico dei saperi e dunque la loro relazione con la sfera del potere. Nonostante quest’aria di famiglia, il nesso tra le due discipline è stato scarsamente indagato, rimanendo oscuro e confuso. Negli ultimi anni, sia in area continentale sia all’interno della tradizione anglosassone, si è registrato un aumento costante di interesse per quest’area di ricerca grazie ai lavori di storici e teorici della cartografia, filosofi, politologi, giuristi e teorici dei media. In questa costellazione possiamo annoverare, tra gli altri, Brian Harley, Denis Wood, David Harvey, John Pickles, Stuart Elden, Jeremy Crampton, Gilbert Simondon, Bernhard Siegert, Carl Schmitt, Michel Foucault, Maurice Merleau-Ponty, Franco Farinelli. In ogni caso, la ricerca sul tema è lontana dall’essere esausta.

Scopo di questo numero di “Pólemos. Materiali di filosofia e critica sociale” è promuovere la traduzione e lo scambio di teorie, linguaggi e concetti da una disciplina all’altra. Si tratta in questo senso di ricostruire i rapporti storici, teorici, estetici e politici tra filosofia e cartografia. Forse mai come oggi i processi di globalizzazione e di mondializzazione, le nuove tecnologie di mappatura dello spazio, la dislocazione degli sguardi e delle pratiche dal piano tellurico a quello marittimo e aereo (quando non atmosferico, spaziale), obbligano il pensiero critico a rifiutare uno sterile isolamento dei saperi, per favorire la loro continua articolazione e ibridazione. (more…)