Sussiste una complicità tra la trilogia architettonica di Martin Heidegger e le Delocazioni di Claudio Parmiggiani. Occupare il terreno del loro confronto, abitare i luoghi dell’uno come dell’altro per cercare la loro reciprocità forse remota ma dialogante, mi permette di tracciare, come distinte linee di fuga, corrispondenze e complicità tra due scritture che, in ultima analisi, si attestano come ascetiche pratiche della morte. Il nucleo dell’analitica esistenziale trova luogo sporadicamente nei saggi heideggeriani degli anni cinquanta; eppure, le diafane, sigillate evocazioni del pensiero rammemorante non sarebbero possibili senza presupporre l’aura negatrice e dolente emanata da una scrittura della morte e del lutto. Una scrittura di cui plasticamente Parmiggiani sembra riprodurre sia la potenza che la contrizione. Le Delocazioni orientano il nostro sguardo frammentandolo nella multiformità dei vuoti esibiti, per poi ricomporlo sullo stesso piano metafisico, il corale pietrificato e soprasensibile delle specularità ultime dischiuse dalla cosa. Spazio che, senza requie, rivela, e che rivelando non può che compiere una rottura sintattica nell’ordine naturale delle cose, confondere la separazione affettiva tra l’intimo e l’estraneo, e infine produrre una fenditura sulla sottile membrana che divide l’ambito dell’esistenza dall’incursione di ombre insepolte. Un’allegoria dello spirito, o forse una tautegoria delle materie, del cemento, non dissimile dalla scena poetica della quadratura heideggeriana. Forse quella stessa scena, dove l’assenza amplifica la torsione dello spazio su sé stesso, invertendo il flusso tra i vivi e i morti.
Conti, Alessandro.
"In ciò che rimane. Heidegger, Parmiggiani e la vita dissolta". Pólemos,vol. V, no. 2, 2024, 115-136.https://www.rivistapolemos.it/in-cio-che-rimane-heidegger-parmiggiani-e-la-vita-dissolta/
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Conti, A. (2024). In ciò che rimane. Heidegger, Parmiggiani e la vita dissolta. Pólemos,V (2), 115-136https://www.rivistapolemos.it/in-cio-che-rimane-heidegger-parmiggiani-e-la-vita-dissolta/
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Conti, Alessandro. "In ciò che rimane. Heidegger, Parmiggiani e la vita dissolta" PólemosV, no. 2 (2024): 115-136. https://www.rivistapolemos.it/in-cio-che-rimane-heidegger-parmiggiani-e-la-vita-dissolta/
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TY - JOUR
A1 - Conti, Alessandro
PY - 2024
TI - In ciò che rimane. Heidegger, Parmiggiani e la vita dissolta
JO - Pólemos
SN - 978-88-5522-803-9/2281-9517
AB - Sussiste una complicità tra la trilogia architettonica di Martin Heidegger e le Delocazioni di Claudio Parmiggiani. Occupare il terreno del loro confronto, abitare i luoghi dell’uno come dell'altro per cercare la loro reciprocità forse remota ma dialogante, mi permette di tracciare, come distinte linee di fuga, corrispondenze e complicità tra due scritture che, in ultima analisi, si attestano come ascetiche pratiche della morte. Il nucleo dell’analitica esistenziale trova luogo sporadicamente nei saggi heideggeriani degli anni cinquanta; eppure, le diafane, sigillate evocazioni del pensiero rammemorante non sarebbero possibili senza presupporre l’aura negatrice e dolente emanata da una scrittura della morte e del lutto. Una scrittura di cui plasticamente Parmiggiani sembra riprodurre sia la potenza che la contrizione. Le Delocazioni orientano il nostro sguardo frammentandolo nella multiformità dei vuoti esibiti, per poi ricomporlo sullo stesso piano metafisico, il corale pietrificato e soprasensibile delle specularità ultime dischiuse dalla cosa. Spazio che, senza requie, rivela, e che rivelando non può che compiere una rottura sintattica nell’ordine naturale delle cose, confondere la separazione affettiva tra l’intimo e l’estraneo, e infine produrre una fenditura sulla sottile membrana che divide l’ambito dell’esistenza dall'incursione di ombre insepolte. Un'allegoria dello spirito, o forse una tautegoria delle materie, del cemento, non dissimile dalla scena poetica della quadratura heideggeriana. Forse quella stessa scena, dove l'assenza amplifica la torsione dello spazio su sé stesso, invertendo il flusso tra i vivi e i morti.
SE - 2/2024
DA - 2024
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